Dedicato a te

Posted Martedì, 10 Novembre, 2009 by treecritter
Categories: Testi

Tags:

Insieme alla mia preghiera… per la piccola Giulia, la sua Mamma e il suo Papà.

passio

 

 

 

 

 

 

 

Sai
certe volte accade che
ci sia bisogno di andar via
e lasciare tutto al fato,
Fare come un equilibrista,
che sul mondo
sfida il crollo delle sue capacità
Ma questo è dedicato a te
alla tua lucente armonia…
sei immensamente Giulia!
Il tuo nome è come musica,
mi riempie non mi stanca mai
dedicato solo a te!
Giulia
Ma chiudi gli occhi e aspetta che
arrivi la mia bocca ad allietarti
chissà dove
chissà come
Vorrei fermare il tempo
per godere delle tue fantasie
e ascoltare senza interruzioni!
Ma questo è dedicato a te
alla tua lucente armonia…
sei immensamente Giulia!
Il tuo nome è come musica,
mi riempie non mi stanca mai
dedicato solo a te!
Giulia
Respira piano e ascolta che
Ma questo è dedicato a te
alla tua lucente armonia…
sei immensamente Giulia!
Il tuo nome è come musica,
mi riempie non mi stanca mai
sei immensamente Giulia
sei immensamente Giulia
Il tuo nome è come musica,
mi riempie non mi stanca mai
dedicato solo a te!
Giulia

(Dedicato a te, Le Vibrazioni)

In memoriam

Posted Lunedì, 2 Novembre, 2009 by treecritter
Categories: Testi

Tags: , ,

alda-merini

 

 

 

 

 

 

 

L’uomo suda perché conosce le tue strade, l’uomo cerca disperatamente una strada, e quando ha scoperto che la strada è il tuo nome, gli sembri così lontano.

Perché sei sempre stato in cima a un grande deserto.

Perché la fede è in un deserto, lo sappiamo tutti, perché il deserto è faticoso, è sabbioso, è vuoto, ma i grandi innamorati vogliono che tu viva nel deserto, che tu viva lontano da tutti.

Perché gli innamorati sono gelosi, gli innamorati sono come del ferro: vogliono lavorare la tua carne finché tu cedi, gli innamorati ti vogliono morta, gli innamorati ti vogliono viva, gli innamorati vogliono tradurti in tante pagine e dopo non ti vogliono leggere.

(Alda Merini, Corpo d’amore)

Il tuo bel Paradiso lo hai fatto per chi non ha sorriso

Posted Domenica, 1 Novembre, 2009 by treecritter
Categories: Testi

Tags: , , , , ,

Oggi, I novembre, per la Chiesa cattolica solennità di tutti i Santi, vorrei ricordarmi di loro con questo bellissimo testo di De André. Per ricordarmi/ci che i “santi” non sono quelli che stanno nelle nicchie a prender polvere… e non sono nemmeno quelli che ci stravolgono con il loro “bell’esempio” (e irragiungibile, a noi comuni peccatori!); i santi sono gli amati da Dio (i beati del Vangelo di oggi), i poveri disgraziati che noi cacciamo dalle case, dalla “Patria”, dai nostri caldi luoghi comuni, dalle nostre Chiese, ma che Dio accoglie nel grembo del suo Amore.

Grazie, Fabrizio, per aver ricordato, a noi (cattolici) benpensanti, l’autentico pensiero di Gesù, quello che echeggia dal monte, col bell’annuncio: «Beati!…»!

 

de-andre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Ero cieco, ma ora vedo

Posted Domenica, 25 Ottobre, 2009 by treecritter
Categories: bibbia, lectiocontinua

Tags: , , , , ,

Marco 10, 46-52

46 E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47 Costui, al sentire che c’era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48 Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
49 Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». 50 Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51 Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». 52 E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.

Chi non conosce il celeberrimo inno Amazing grace? Un canto composto al termine del XVIII secolo, che è il racconto di una conversione e dell’incontro con la grazia di Cristo. Tale canto contiene proprio questa espressione: «Ero cieco, ma ora ci vedo!». Come non pensare a queste parole proprio oggi, che la liturgia ci presenta il racconto della guarigione/sequela del figlio di Timeo? Il povero cieco mendicante sente arrivare Gesù, ne ha probabilmente sentito parlare come di un guaritore, uno che compie cose eccezionali, ma lo riconosce come il Figlio di Davide, il Messia, colui di cui il Profeta parlava come quello che avrebbe «ricondotto il cieco e lo zoppo con gioia» (cfr. Ger 31, 7-9) e gli si mette ad urlare dietro. Fastidioso ed importuno urlare, che procura così la salvezza! «Piantala, smettila!», gridano coloro che stanno intorno, ma Gesù lo guarda e lo chiama. Proprio come chiama ogni uomo ed ogni donna, poveri ciechi mendicanti di felicità, a ricevere un dono grande: quello della vista! Quello di sapere che la propria vita non è incamminata verso il binario del non-senso e della disperazione, ma verso la luce del giorno che splende fulgida in Dio… già da ora!

Marco ha voluto ricordare il nome di questo miracolato, stranamente (almeno rispetto ai tanti miracolati del Vangelo, che non hanno un nome). Mi piace pensare che Dio voglia ricordare anche il mio nome, come quello di Bartimeo, come quello di ogni donna ed ogni uomo da lui amato… semplicemente perché ogni nome, ogni volto, ogni cuore, è un luogo: il luogo in cui l’amore di Dio si riversa copioso e gioioso, in cui la sequela si fa esperienza di pienezza, in cui l’amore si fa luce!

Ero cieco, ma ora ci vedo!

Il Magnifico

Posted Venerdì, 25 Settembre, 2009 by treecritter
Categories: sottolineature

Tags: , ,

lorenzo

Amando Dio ci si converte,
amando l’Amore ci si dilata.

(Lorenzo il Magnifico)

La guerra è una bocca famelica

Posted Venerdì, 18 Settembre, 2009 by treecritter
Categories: Testi

Tags:

Antonio Fortunato

35 anni, originario di Lagonegro (Potenza)

Matteo Mureddu

26 anni, di Solarussa (Oristano)

Davide Ricchiuto

26 anni, nativo di Glarus (Svizzera)

Roberto Valente

37 anni di Napoli

Gian Domenico Pistonami

26 anni di Orvieto

Massimiliano Randino

32 anni, di Salerno

Astenendomi da commenti, che rischiano solo di ingrossare l’inevitabile fiume di parole in occasioni dolorose, come quella che ha deciso della morte di altre sei vite, sacrificate sull’altare della Guerra, sempre più convinto che solo la poesia può salvare il mondo, condivido con voi una “fresca” lettura, che mi pare appropriata ad esprimere quello che il cuore fa fatica a dire.
(Un grazie alla mia amica Adele * che mi ha passato libro e citazione).


[Johannes] non per viverci stava andando in Italia, bensì per morirci. Laggiù lo aspettava una musica di tutt’altro genere. Una marcia militare, fatta di mitraglia, si sangue e di morte.

Era dunque quella, la guerra? Quella carneficina incessante, quei feriti e quei morti intorno a lui con in bocca un gusto di sangue e di fango? [...] Quello strepito assordante che gli percuoteva i timpani fino a farlo urlare di dolore?

Dov’era finita la musica, che fino a poche ore prima gli cullava la vita al suono del violino? La guerra non era dunque altro che quella bocca famelica e mai sazia?

(Maxence Fermine, Il violino nero)

Il Cammino di Santiago

Posted Venerdì, 4 Settembre, 2009 by treecritter
Categories: Testi

Tags: , , , ,

Molti si chiedono: ma il Treecritter che fine ha fatto? :)

Il Treecritter è stato a Santiago, a precorrere un pezzettino di quella strada che i Pellegrini compiono da mille e più anni, verso la tomba dell’apostolo Giacomo, verso una meta spirituale interiore, verso le Fondamenta della fede.

Niente paura: il Treecritter è un “mini-pellegrino”, come direbbe Odifreddi, dal momento che, di quella strada lunga 800 km, lui ne ha percorsa solo una minima parte (non ve lo dico quanto! :p ), ma il ricordo e l’intensità dell’Esperienza gli sono rimasti addosso.

Condivido con voi un brano da La via lattea, opera scritta a quattro mani da P. Odifreddi e S. Valzania, proprio sul Cammino, con la consapevolezza che quello che si riesce a raccontare è sempre poco, ma con la certezza che forse… è anche meglio così! Certe esperienze bisogna farle di persona: solo allora le si comprendono veramente!

Buona lettura.

T

IMG_0119

Sergio Valzania (SV): Siamo a Roncisvalle, in Navarra. Da qui parte il nostro Cammino, che attraverso la Rioja, la Castilla y Leòn e la Galizia ci porterà fino a Santiago de Compostela, dove sono venerate le reliquie di san Giacomo apostolo.
Ieri abbiamo dormito tranquillamente nelle nostre case e oggi abbiamo viaggiato, partendo io da Roma e tu da Torino, per trovarci qui qeusto pomeriggio. Tu hai avuto qualche piccolo problema di logistica durante il tragitto, ma tutto si è risolto per il meglio.

Piergiorgio Odifreddi (PO): Spero che i problemi a cui accennavi non siano segni che mi sono stati mandati da Qualcuno… Mi sono alzato alle cinque della mattina, cosa che non faccio mai. Avevo una prenotazione regolarissima, e sono arrivato all’aeroporto puntualissimo, ma lì mi hanno detto che c’era stato overbooking: il volo era pieno, per me non c’era più posto, e dovevo arrangiarmi. Alla fine mi hanno trovato un volo da Nizza: ho fatto una corsa di tre ore in taxi, ma sono arrivato al check-in in ritardo di tre minuti, e così ho perso anche quel volo. Comunque io, imperterrito nonostante i due segnali che avevo ricevuto «dall’alto», ho preso quello dopo: ho fatto un po’ più tardi, ma ora eccomi finalmente qua.

SV: In questo luogo che, non so se lo posso dire, è di un misticismo struggente. Da qui, dalla chiesetta e dall’ostello dei pellegrini che si trovano davanti a noi, si parte per il Cammino. Abbiamo davanti un grande cartello stradale che dice SANTIAGO DE COMPOSTELA 790 KM. Mette un po’ paura.

PO: Credo che sia falso, però. Ho letto che il Cammino a piedi è di 800 km sino a Finisterre: probabilmente 790 sono i chilometri sulla strada asfaltata.

SV: Quindi tu dici che quelli di sentiero fino a Santiagio, che faremo a piedi, saranno di meno? Va be’, speriamo.
In ogni caso, la velocità con la quale cala il numero di chilometri che mancano alla meta, via via che si cammina, è impressionante. L’ho constatato nella mia esperienza di quattro anni fa: il Cammino è una cosa sconvolgente, che ti accoglie, ti accompagna e ti sostiene, ti insegna anche a vivere in tempi diversi da qelli che siamo abituati a frequentare in città. Dopo qualche settimana sembra di viaggiare anche troppo rapidamente. Un motto famoso reita: «È il Cammino che fa i pellegrini».

PO: Speriamo che il Cammino ci faccia, appunto, e non ci disfaccia… anche se temo che l’esperienza dei pellegrini sia proprio quella: che il cammino ti disfi i piedi, i muscoli e tutto il resto. So che tu sei qui per motivi religiosi, ma anch’io spero di diventare più spirituale e meno materiale: nel seno delle diete dimagranti, però: cioè di smaterializzarmi un po’ e di perdere qualche chilo!

la freccia indica sempre la direzione

la freccia indica sempre la direzione

Noli me tangere!

Posted Giovedì, 23 Luglio, 2009 by treecritter
Categories: bibbia

Tags: , , , , , ,

Dopo aver risposto agli angeli, Maria si volta indietro (per essere di fronte al giardino) e vede Gesù, «ma non sapeva che fosse Gesù» (20,14). La conversazione che ha luogo fra Gesù e Maria alla tomba è una delle scene più commoventi e più abilmente costruite di tutta la Scrittura. Chi legge sa che Maria non sa che il supposto giardiniere è in realtà Gesù (20,15). La potenza della scena deriva dal fatto che chi legge anticipa il momento in cui Maria lo riconoscerà.

Gesù paria a Maria, ripete la domanda degli angeli sul perché piange e ne aggiunge un’altra: «Chi cerchi?» (20,15). Queste sono le prime parole pronunciate da Gesù risorto. La domanda «Chi cerchi?» rispecchia le prime parole dette nel suo ministero. Quando i seguaci di Giovanni il Battista si avvicinarono a Gesù, egli chiese loro: «Che cercate?» (1,38). La domanda è un invito che introduce uno dei segni del discepolato in Giovanni: cercare Gesù. La ripetizione di tale interrogativo nel cap. 20 stabilisce continuità fra Maria e i primi discepoli.

Le domande di Gesù a Maria non penetrano il suo dolore e la sua confusione. Il suo mondo è determinato dall’apparente dura realtà della tomba vuota, e così chiede aiuto al «giardiniere»: «Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò» (20,15). Maria non possiede ancora delle categorie per mezzo delle quali comprendere il significato della tomba vuota, perciò suppone che la soluzione del mistero del cadavere scomparso sia sotto il suo controllo.
La parola che il giardiniere pronuncia cambia il mondo di Maria per sempre. Gesù risorto la chiama per nome e nell’udire il suo nome pronunciato dalla voce di lui, si volta di nuovo. Ma adesso vede Gesù, il suo maestro, non il giardiniere (20,16). Una volta ancora l’intimo e il cosmico si congiungono: la realtà della risurrezione si rivela nell’intimità del nome di Maria.

Quando Maria ode la voce del Gesù risorto, muta la sua prospettiva degli avvenimenti nel giardino. Non intende più la tomba vuota come una manifestazione di morte, ma come testimonianza del potere e delle possibilità della vita. Nella parabola del pastore in Giovanni 10, Gesù dice: «[Il pastore] chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori [ ... ] le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce« (10,3-4). Gesù chiama Lazzaro per nome per farlo uscire dalia tomba (11,43), e ora la sua voce chiama Maria a nuova vita.

Tiziano, Noli me tangere

Tiziano, Noli me tangere

Può darsi che Maria abbia cercato di abbracciare Gesù dopo averlo riconosciuto, poiché egli le dice: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre» (20,17a). Le parole di Gesù possono sembrare ad alcune lettrici e lettori eccessivamente severe, come un rimprovero crudele davanti alla gioiosa espressione di riconoscimento di Maria. Leggere tali parole come fredde e dure significa interpretarle erroneamente e lasciarsi sfuggire la loro importanza.

Il comandamento di Gesù: «Non trattenermi» è il primo insegnamento dopo la risurrezione. Quando pronuncia quelle parole, Gesù insegna a Maria che egli non può essere, e non sarà, trattenuto e controllato. Non lo si può legare a modelli e aspettative preconcetti su chi dovrebbe essere, perché ciò vorrebbe dire ridurre quello che egli ha da offrire. Se Maria avesse impedito a Gesù di salire a Dio, trattenendolo con lei nel giardino, la storia di Pasqua sarebbe stata incompleta. Il divieto di Gesù a Maria contiene così di fatto la buona notizia di Pasqua: non trattenermi, ma lasciami libero di modo che possa darti la pienezza di ciò che ho da offrire.

Il divieto di Gesù è seguito da un’esortazione positiva: «Ma va’ dai miei fratelli [e sorelle], e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”» (20,17). Invece di trattenere Gesù e renderlo statico, Maria è esortata a diffondere le notizie della risurrezione, dell’ascensione e della nuova vita con Dio e fra gli esseri umani, che è ora disponibile per tutti.

Maria ascolta le parole di Gesù e va dai discepoli con la notizia: «Ho visto il Signore» (20,18). Il suo annuncio della presenza di Gesù risorto è il nocciolo dell’evangelo di Pasqua. La sua confusione e la sua tristezza di fronte alla tomba vuota sono state trasformate dal suo incontro con Gesù nella testimonianza di Pasqua.

Maria è la prima testimone di Pasqua nei due sensi della parola «testimone»: è la prima a vedere Gesù risorto ed è la prima a narrare agli altri ciò che ha visto: è la prima discepola di Gesù risorto.

(Gail R. O’Day, «Giovanni», in
La Bibbia delle donne, Claudiana, Tornino 1999, III, pp. 96-98)

Poesia

Posted Sabato, 11 Luglio, 2009 by treecritter
Categories: Testi, sottolineature

Tags: , ,

manoscritto

E così nascono i libri, nell’amore, e così nascono i libri che nessuno legge mai, e così il ibro prima di nacere Dio lo deposita in te come una manciata di fango che diventa luce.

Domandano tutti come si fa a scrivere un libro: si va vicino a Dio e gli si dice: feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore e portalo via dagli altri, rapiscimi.

Così nascono i libri, così nascono i poeti.

(Alda Merini)

Dio che fai giustizia: mostrati!

Posted Mercoledì, 8 Luglio, 2009 by treecritter
Categories: Testi, bibbia

Tags: , , , , ,

Questi tempi sono molto dolorosi. E lo sono per chi ama la giustizia, la libertà, la solidarietà, l’amore. Il governo nazionale, che solo pochi mesi fa di faceva difensore strenuo DELLA VITA ( ! ), ora la stessa vita sembra disprezzarla come poche altre (tristi) volte è avvenuto nella storia. E in periodi dolorosi come questi, le parole che si partoriscono rischiano di soffire di mancanza di lucidità, di pazialità, di rabbiosità.

Voglio far parlare la Parola di Dio, allora, sperando che, secondo la promessa fatta da Dio al Profeta,  essa compia il suo lavoro (Is 55), e converta i cuori cattivi di chi in questo momento, disprezzando i più elementari principi di giustizia ed equità, sta facendo scempio del potere affidato dal popolo, in un ritorno alla barbarie razziale che forse non ci siamo mai lasciati alle spalle.

Salmo 94 (93)

1 Dio che fai giustizia, o Signore,
Dio che fai giustizia: mostrati!
2 Alzati, giudice della terra,
rendi la ricompensa ai superbi.
3 Fino a quando gli empi, Signore,
fino a quando gli empi trionferanno?
4 Sparleranno, diranno insolenze,
si vanteranno tutti i malfattori?
5 Signore, calpestano il tuo popolo,
opprimono la tua eredità.
6 Uccidono la vedova e il forestiero,
danno la morte agli orfani.
7 Dicono: «Il Signore non vede,
il Dio di Giacobbe non se ne cura».
8 Comprendete, insensati tra il popolo,
stolti, quando diventerete saggi?
9 Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l’occhio, forse non guarda?
10 Chi regge i popoli forse non castiga,
lui che insegna all’uomo il sapere?
11 Il Signore conosce i pensieri dell’uomo:
non sono che un soffio.
12 Beato l’uomo che tu istruisci, Signore,
e che ammaestri nella tua legge,
13 per dargli riposo nei giorni di sventura,
finché all’empio sia scavata la fossa.
14 Perché il Signore non respinge il suo popolo,
la sua eredità non la può abbandonare,
15 ma il giudizio si volgerà a giustizia,
la seguiranno tutti i retti di cuore.
16 Chi sorgerà per me contro i malvagi?
Chi starà con me contro i malfattori?
17 Se il Signore non fosse il mio aiuto,
in breve io abiterei nel regno del silenzio.
18 Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.
19 Quand’ero oppresso dall’angoscia,
il tuo conforto mi ha consolato.
20 Può essere tuo alleato un tribunale iniquo,
che fa angherie contro la legge?
21 Si avventano contro la vita del giusto,
e condannano il sangue innocente.
22 Ma il Signore è la mia difesa,
roccia del mio rifugio è il mio Dio;
23 egli ritorcerà contro di essi la loro malizia,
per la loro perfidia li farà perire,
li farà perire il Signore, nostro Dio.